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Progetto Aquilone

Il Progetto Aquilone è un progetto di educazione interculturale tra ITALIA e BRASILE. Una rete di scuole ed altre realtà educative italiane, a partire dal 1991, all’interno di percorsi formativi interculturali, costruisce relazioni di gemellaggio con quattro strutture educative (l’“Oficina do Saber/CEDEP”, la “Casa da Criança e do Adolescente”, il “CSMMS-Centro Social Marista Mont Serrat”, il “Centro Social Marista Celso Conte”) della periferia di Florianopolis, capitale dello Stato di Santa Catarina (Brasile) e, attraverso azioni di solidarietà, contribuisce ad assicurarne la continuità e l’efficacia di intervento. Il Progetto Aquilone nasce attorno a una doppia sfida: in Brasile quella di restituire un futuro a bambini che vivono nella povertà, nella violenza e nell’emarginazione; in Italia quella di educare le generazioni del disincanto e dell’indifferenza nella fiducia che un mondo solidale è necessario e possibile. Nonostante le lontananze geografiche e culturali, gli educatori che attivano lo scambio provano un forte senso di affinità, specialmente nella convinzione che l’emancipazione, individuale e sociale, non può che passare attraverso l’educazione. Ipotizzano che unire esperienze diverse (quella del MCE italiano, dell’educazione popolare di Freinet, e quella dell’educazione alla speranza del brasiliano Paolo Freire) possa arricchire entrambi. Compie così i primi passi un progetto di cooperazione internazionale pensato insieme dai due partner, basato sulla reciprocità del dare, sul fare con e non sul fare per. Sorgono dei centri educativi nella periferia di Florianopolis, anche grazie al sostengo economico italiano, ma nasce soprattutto un’amicizia e una pratica di educazione interculturale tra i bambini e le insegnanti di questi centri e gli allievi e le maestre di alcune scuole elementari italiane. Oggi il progetto ha 22 anni di vita e coinvolge quattro centri educativi a Florianopolis (per un totale di 900 bambini), nove scuole elementari italiane e una ludoteca (per un totale di 1250 bambini). Gli italiani continuano a dare un appoggio economico, raccogliendo fondi con iniziative organizzate dalle scuole, ma i centri brasiliani funzionano ormai al 90 per cento con finanziamenti locali. C’è uno scambio di corrispondenza tra i bambini, visite annuali degli educatori brasiliani nelle nostre scuole e dei nostri insegnanti nei loro centri; programmazioni didattiche che si misurano con una cultura diversa e con la nostra cultura vista da occhi diversi. I bambini che 22 anni fa cominciarono a frequentare i progetti educativi in Brasile ora sono adulti. Alcuni hanno studiato, si sono laureati ed ora operano negli stessi centri. Sono la testimonianza più toccante del sogno fatto realtà.